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Paola Pezzi e i suoi pannolenci realizzati con le matite

Oggi, Cinelatino.it va ad occuparsi di arte moderna e andiamo a parlare di Paola Pezzi, cominciando dalla sua biografia.

La biografia di Paola Pezzi

Donna, artista di grande talento e scultrice italiana. Sono i tre aggettivi che si utilizzano di getto pensando a come poter descrivere Paola Pezzi. Nata a Brescia il 10 ottobre del 1963, decide di spostarsi dalla città natale, trasferendosi a Milano negli anni Ottanta dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera. Come allieva dei vari corsi, ivi presenti, segue anche quelli di Luciano Fabro e Zeno Birolli, dai quali trae le basi per la comprensione dell’arte contemporanea. Comincia la sua carriera artistica esponendo nella Casa degli Artisti a Milano, su invito di Luciano Fabro. Questa sarà la prima di tante altre mostre negli anni successivi, nel panorama artistico milanese. Nel 1990 espone nella sua primissima esposizione personale a Milano, per poi continuare fino al 2009.

Buona parte delle sue opere sono state acquistate per poi entrare a fare parte della collezione di Examples a Londra, agli albori della sua carriera; non solo, diverse sono esposte in giro nelle gallerie europee, per esempio come in una presente a Bruxelles.
Nel 1995 la sua arte è protagonista nell’esposizione personale a Roma alla Galleria di Arte Moderna e collabora anche con artisti europei nonché italiani ad Anversa, Londra, Parigi, Milano, Bologna, Napoli e Torino.

Ad oggi vive e lavora a Milano. Con la sua personale interpretazione dell’arte e il modo particolare di darle vita, è stata ed è ancora oggi un’influenza rilevante per le nuove generazioni, così come quelle che verranno. Le riviste internazionali specializzate non si fanno sfuggire l’occasione di citarla in articoli, come Juliet, Tema Celeste, Flash Art e Abitare Espresso.

Le opere di Arte moderna e Contemporanea

Le opere di Paola Pezzi sono capolavori di arte moderna e contemporanea, rappresentando una voce fuori dal coro, che ha come punto di ricerca in tutte le sue opere quello dell’energia esistenziale. Utilizza materiali come le matite, il sughero, cannucce, gessetti, pannolenci e carta per le sue opere; quello che vuole esprime in questo modo è un’interpretazione personale dei materiali mediante la quale vuole far arrivare emozioni concrete a chi le osserva. Questa molteplicità di materiali sono utilizzati non più nell’ottica della loro funzionalità, ovvero la destinazione d’uso, ma in base alle loro qualità e potenzialità.

Il filo conduttore nel lavoro dell’artista è il movimento. Ha sempre la capacità di non finire in una strada chiusa, un vicolo cieco per così dire. Il movimento è inteso come un dinamismo da un lavoro all’altro, una sinergia da una opera all’altra e non solo; il dinamismo lo si ritrova anche all’interno di ogni singola creazione. Quello che si percepisce guardando i capolavori è una continuazione del movimento futurista, almeno per quanto riguarda il sentimento che era alla base di questa corrente artista del Novecento. Il tema centrale è il movimento nello spazio.

Si intravede anche l’atteggiamento che fa viaggiare la mente fino ai lavori di Duchamp, ossia di dare un nuovo significato a ogni oggetto sulla base della sua estraneazione e decontestualizzazione dal suo presunto destino.

I Pannolenci e l’uso delle matite

Nelle opere utilizza dei materiali inusuali ma interessanti. Sono di uso comune, della vita di tutti i giorni, cose che non si penserebbe mai di utilizzare per creare e dare vita ad una scultura. Non sono elementi che abbiano dietro di sé una storia significativa, ma pur sempre fondamentali nel lavoro di chi crea, per l’invenzione. Le sculture sono senza una forma definita, in continua espansione, così come la mente dell’osservatore che guardando le opere delle matite torna indietro alla propria infanzia e ne associa un ricordo oppure per quelle di pannolenci che rimembrano il gesto delle mani che accumulano ed intrecciano i materiali prescelti.

Paola Pezzi fa rinascere i materiali, rivelando le loro altre potenziali vite e forme. Confonde la linea tra pittura e scultura, dando origine ad una fusione tra bidimensionale e tridimensionale, al fine di creare linee e forme usando il volume. Il risultato è che riesce sempre a rappresentare lo stesso ciclo di concezione ed evoluzione ma in modi continuamente nuovi.

In ordine cronologico le sculture con le matite hanno prevalso negli anni 2000 poiché sono state realizzate di più ma nello stesso periodo sono nate anche quelle con i primi feltri. Ciò non significa che il passaggio da una collezione ad un’altra sia il risultato di un distacco netto, bensì uno sviluppo naturale del suo lavoro. è stata un’esplosione di colori e di vitalità, che non è passata indifferente e tutt’oggi continua a sorprendere scultura dopo scultura. Si potrebbero definire come delle impronte, dei segni, delle opere precedenti. Dunque, ecco di nuovo il filo conduttore del movimento.

Le matite sono disposte in modo da dare un senso di rotondità, che non smette mai di espandere, un po’ come è il senso della vita che non smette mai di scorrere. Sembra che esse disegnino delle bozze, qualcosa di invisibile, di immaginario. Però bisogna dire che alla domanda che potrebbe sorgere spontanea è: se l’idea è il continuo movimento, dove si andrà?

La risposta non c’è, un po’ per il lavoro dell’artista che c’è finché l’arte richiami la sua anima, quindi anche in questo caso non si sa dove porterà la prossima collezione di sculture; l’unica cosa certa è che non si fermerà e che durerà tutta la vita.

Con i pannolenci invece, realizza delle sculture bidimensionali, una sorta di sintesi delle sue opere precedenti. Ricorrente in esse è il concetto di sedimentazione, di sovrapposizione, come analogicamente accade con gli strati di minerali in natura. Esprimono la sensazione dell’artista di essere un tutt’uno con il mondo naturale. Rappresentano un momento di evoluzione, necessario per poter passare ai successivi lavori in feltro, in gomma e le rappresentazioni delle mani.

Dunque, Paola Pezzi, artista tra le più importanti della sua generazione tramanda in tutte le sue opere, sottolinenado, il collegamento che sente con il processo creativo, ovvero che l’arte ha a che fare con le origini primordiali della natura.