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Per quale motivo gli avvocati portano la toga?

Sappiamo bene, dall’esperienza o anche solo vedendo film e serie tv, che durante il processo avvocati e magistrati indossano un lungo abito nero: la toga.

La toga è l’abito che viene indossato (obbligatoriamente) in giudizio da magistrati e giudici e PM, quando si celebrano le udienze. L’abito forense più noto e conosciuto non è solamente un paravento formale, ma ha un alto valore simbolico e storico, tipico della tradizione giuridica.

Non è quindi solamente il simbolo del prestigio del lavoro nella legge, ma è anche un vero e proprio abito di lavoro, che simboleggia la tradizione forense e giuridica in generale e l’imparzialità della legge per il cittadino.

Le toghe forensi per avvocati e magistrati hanno in realtà una lunghissima storia alle loro spalle, un’origine remota che affonda la sua ragione d’essere nella storia romana. Nell’Antica Roma, le persone con cariche pubbliche ed i nobili indossavano la toga, un drappo sopra la tunica che avvolgeva il corpo, passando sotto l’ascella destra, lasciando libero il braccio e annodandosi sopra la spalla sinistra.

Tipico abito patrizio, simbolo dell’impegno civile e pubblico, indossato da politici, nobili e giudici, la toga non era unica. Ce ne erano di diversi tipi e colori: quella porpora era riservata alle cariche più importanti ed all’imperatore, quella bianca ai senatori.

La toga fu utilizzata anche nel Medioevo, durante l’epoca in cui andavano diffondendosi le istituzioni universitarie. Era l’abito tipico dei magistrati, ma anche dei professori e dei medici: chi portava la toga, che a quel tempo divenne nera, era una persona che rivestiva un incarico di prestigio all’interno della società.

Dopo il Medioevo venne abbandonata e poi recuperata solamente nell’ambito della professione giudiziaria. Oltre a ciò, anche i professori universitari, durante l’inaugurazione dell’anno accademico ed in genere anche durante le proclamazioni di laurea, indossano la toga con il drappo del colore della loro facoltà.

 La toga: come è fatta?

Oggi come oggi, indossare la toga è obbligatorio in udienza per giudici, PM, avvocati. La legge stessa (un regio decreto) stabilisce che essa va portata chiusa, abbottonata davanti: il colletto ha una larghezza di 5 cm ed ha una leggera filettatura in velluto. La toga ha anche fiocchi di seta nera, cordoni, una cravatta con merlettino.

Gli avvocati portano invece, a differenza dei giudici, la toga aperta sul davanti, con un colletto largo 20 cm orlato di una fascia di velluto, cordone, fiocco in argento o oro (a seconda che siano abilitati o meno all’esercizio della professione in Cassazione) e un tocco.

I colori del cordone distinguono il sobrio abito nero: possono essere quindi di diversi colori.

Chiunque non indossa la toga in udienza, se richiesto, può incorrere anche nelle sanzioni disciplinari. A questo discorso si collega quello dell’importanza simbolica della toga.

 Il simbolo della toga

La toga rappresenta l’uniformità e l’imparzialità degli operatori della legge di fronte ai giudici.

Esso è il simbolo importante della legge: l’avvocato e il giudice, indossandola, smettono di essere semplici cittadini e si fanno la mano, la bocca e la mente della legge nella sua concretezza. Quindi la toga ha un altissimo valore simbolico, della dignità di questa professione così antica e così importante per la società.

L’avvocato indossa la toga perché simboleggia la garanzia di un diritto fondamentale del cittadino, quello di essere difeso in giudizio.

Egli quindi si fa carico di una tradizione millenaria, e simboleggia l’importanza della giustizia.

La toga è un simbolo della funzione molto alta, sia dal punto di vista etico-morale che civile, della legge e della sua applicazione. Non si tratta quindi di una semplice formalità, ma di un momento importante il che spiega perché la toga è obbligatoria e se non la si indossa si rischia la sanzione.