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Il futuro della logistica sempre più verso l’utilizzo di etichette RFID

etichette_elettroniche_800x394Le etichette RFID al giorno d’oggi

Nel mondo odierno le etichette RFID rappresentano una soluzione semplice, innovativa e sicura sia nella logistica che in molti altri settori della vita. La tecnologia dell’RFID si basa sulla rilevazione delle onde radio e per questo non necessita di essere vista. Il tag, un particolare strumento di cui vengono provvisti gli elementi da rilevare, contiene le informazioni sulla merce in oggetto ed è dotato di un’antenna per trasmettere le informazioni verso un lettore digitale. Specialmente nella logistica delle merci questo fornisce numerosi vantaggi.

Le etichette elettroniche da rilevare vengono applicati sugli elementi da trasportare e sui furgoni che trasportano le merci. Non appena un furgone di questo genere entra in un particolare campo elettromagnetico, formato al più dalle onde radio a una certa frequenza, che il tag si attiva e trasmette le informazioni. In questo modo il lettore comunica al personale interessato la quantità di merci da scaricare, la tipologia delle merci e altri dati generali. Basti pensare che grazie alle etichette RFID è possibile identificare sia un contenitore, che tutti i materiali al suo interno.

L’intero processo, del resto, avviene in un decimo di secondo. Un bel vantaggio rispetto alle operazioni di logistica manuale, no? I vantaggi delle etichette elettroniche a livello logistico sono davvero molteplici. Oltre alla già citata velocità, c’è un maggiore controllo della merce. Il personale conosce tutte le sue caratteristiche sin da subito, il che permette di migliorare la qualità dei lavori di carico/scarico.

Le etichette RFID in commercio

Tutti i dispositivi RFID sono dei particolari sistemi di lettura sprovvisti di fili. Sono dotati di un tag, a sua volta dotato di un’antenna che trasmette le informazioni. Nel processo di scambio delle informazioni partecipa anche una seconda antenna, il cui scopo è quello di ricevere i dati e trasmetterli al lettore. Il lettore visualizza le informazioni, dando agli impiegati la possibilità di leggere le informazioni. Le etichette RFID, altresì dette “tag”, possono essere più di una. Inoltre, tale etichetta si suddivide in delle sottocategorie:

-L’etichetta è detta “attiva” quando dispone di una batteria per alimentarla;

-Si parla di un’etichetta semi-attiva, quando viene alimentato dalla batteria solo il circuito del tag.

-Il tag passivo è sprovvisto di un’alimentazione elettrica autonoma, ma è comunque dotato di un’antenna. Quest’ultima si attiva traendo energia dal campo elettromagnetico della giusta frequenza.

Come se questa prima classificazione non bastasse, i tag si suddividono anche in relazione alle bande di frequenza, che sono diverse a seconda del caso. Le bande di frequenza cambiano in relazione al Paese e persino al continente, ma ci sono anche quelle che vengono ampiamente utilizzate in tutto il mondo, come le Low e le High Frequencies. In Europa, d’altro canto, vengono utilizzate le Ultra High Frequencies, che funzionano solo se abbinati ai tag attivi. A seconda dei continenti è possibile scegliere un’Ultra High Frequencies diversa, variabile tra 860 MHz e i 960 MHz. Infine ci sono le frequenze radio adatte a una qualsiasi tipologia di etichetta elettronica, indipendentemente se si tratta di un tag attivo, passivo o semi-attivo. Alcuni tag sono regolamentati da delle particolari norme ISO, altre, invece, no. Un particolare caso d’impiego specifico di un tag nel Paese è quello riguardante le autostrade italiane. Si tratta del tag “Telepass”, della tipologia attiva, che i conducenti mettono nelle proprie automobili per poter accedere alle superstrade a pagamento in Italia. Non solo. Vi è anche un’altra suddivisione dei tag:

-I tag della tipologia Read Only consentono agli impiegati solo di leggere le informazioni;

-Le etichette RFID della tipologia Write Once, Read Many da la possibilità di scrivere nel chip una sola volta, ma di leggere infinite volte;

-Infine, la tipologia Read and Write permette sia di leggere che scrivere sul chip.

I vantaggi rispetto alle bande magnetiche e i codici a barre sono molti. Basti pensare al fatto che le etichette elettroniche non devono essere a contatto con la merce per poter essere rilevato e non l’RIFD non deve nemmeno restare visibile per poter essere scansionato. A differenza di come accade per i codici a barre le bande magnetiche, la comunicazione può essere cifrata oppure resa chiara. Il vantaggio più grande, però, è sicuramente quello della velocità: i processi di verifica e identificazione avvengono in 1/10 di secondo.

Dove utilizzare le etichette elettroniche?

Il campo d’impiego delle etichette RFID può essere davvero molto vasto. Qui si spazia dalla già citata logistica dei magazzini e dei trasporti, passando per l’assistenza e la manutenzione, senza dimenticarsi delle soluzioni innovative nel campo della tracciabilità e per finire con l’innovativo registro scolastico elettronico. Le opzioni, insomma, sono tantissime. Ecco qualche esempio:

-Le etichette RFID sono in grado di rilevare i cambiamenti climatici per quanto concerne la pressione, l’umidità e la temperatura. Tali dati vengono memorizzati e/o inviati a un lettore esterno per essere esaminati da un personale apposito. In alcuni casi possono persino fornire il segnale input per cambiare uno dei fattori indicati.

-Nel settore della raccolta rifiuti le etichette RFID vengono applicate direttamente sui cassonetti dell’immondizia e consentono di registrare il peso di ogni contenitore trasmettendo i dati al personale.

-Le etichette elettroniche RFID  vengono utilizzate in dotazione ai sistemi di allarme, aprendo delle porte solo alle persone dotate di un particolare chip.

-Grazie all’etichetta RFID è possibile controllare, in modo semplice e veloce, le presenza degli alunni, o degli impiegati, negli istituti scolastici o presso gli uffici di lavoro.

-Un altro dei loro utilizzi è simili all’antitaccheggio. Si applicano le etichette RFID sui libri o beni culturali. In combinazione con la tecnologia GPS questo è uno dei migliori modi per non perdere oggetti di grande valore storico.

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